NON IMPORTA QUALE CIMA SI SALE QUANTO LA CAPACITA' DI SOGNARLA



martedì 7 febbraio 2017

TERMINILLO UP AND DOWN Domenica 29 Gennaio 2017

PRIMA USCITA DELL'ANNO SUL TERMINILLO, POCA NEVE MA BEN ASSESTATA E TUTTI I CANALI IN CONDIZIONI SUFFICENTI. E FINALMENTE CON UNA BELLISSIMA GIORNATA DI SOLE!!

UNO SGUARDO DAL BASSO
ALPINISTI SULLA CRESTA

ALESSANDRO BARONE

I DUE "STEFANO"


TRIO BARONE-FERRARI-PAGLIACCI IN VETTA
IN VETTA DAL CANALE CHE NON C'E'
(PRIMO GIRO!!)

MARCO-ROBERTO-MICHELE-ALESSANDRO
IN VETTA DAL CENTRALE

STEFANO CON GLI INSEPARABILI SCI

FERRARI NON PAGO.....INSIEME A BARONE SI SONO FATTI UN SECONDO GIRO (!!)
SULLA "CHIARETTI PIETROSTEFANI"
                           

INSOMMA GRAN BELLA GIORNATA E.......VAI COL GAO'S.


sabato 10 dicembre 2016

CIAO PIE'


Pierfederico o anche Pier, Piero, PierFy amava la montagna e lo sport. E queste sue passioni le ha vissute appieno nel lavoro e nel tempo libero.

Pierfederico è stato tra i fondatori del CAI ad Orvieto ed apparteneva al gruppo alpinistico locale.
Il logo del gruppo lo ha ideato Federica, sua figlia. 
Da qualche giorno, per noi, quel logo ha un valore in più perché ci ricorderà Pierfederico e la sua famiglia.

La prima riunione del gruppo si svolse in un locale, a Bolsena, che aveva scelto PierFederico. A lui piaceva la compagnia e la cucina. Per ciò, a volte, gli dicevamo bonariamente che forse questo non andava troppo d’accordo con l’arrampicata. 
Ma l’amicizia e lo stare insieme sono per noi valori ben più alti della prestazione in falesia.

Pierfederico aveva ritrovato, nell’arrampicata,  un amico del periodo viterbese che a sua insaputa, ma come lui, si era avvicinato a questa disciplina. E insieme frequentavano Ripa Maiala, che al di là del nome buttero, è un luogo quasi magico. 
E lì erano, insieme, sabato scorso. In nome dell’amicizia e della passione.
E lì vorremmo tracciare una via con il suo nome.

L’arrampicata, per Pierfederico e per tutti noi, non è la ricerca del pericolo 
ma semmai l’occasione di provarsi, di avere un contatto diretto con la natura, di vivere l’amicizia.
Cultori della sicurezza, dell’arrampicata come gioco e non come sfida estrema, solo un estraniazione può darci una ragione a quello che è accaduto.

Nel giro di due anni il combinarsi di questioni personali e l’essere in montagna  ci ha privato di due amici come Marco Tanara e Pierfederico Manciati. 
Per entrambi, per molti, ciascuno nel suo modo e misura, conta quello che scrisse  Ada Gobetti: Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.

lunedì 17 ottobre 2016

VIA MAURIZI-PERUCCI Monte Bicco Domenica 17 ottobre

Sembra un cammello che bacia la parete....

Alex

Enrico

sosta


Enrico su uno dei tiri un pò discontinui

LA  VIA
L1 III
Comincia sulla sinistra dello spigolo, una facile arrampicata di III che conduce dentro un canale-camino, scomodissimo per chi porta lo zaino, fino a spuntare su un terrazzo eccezionale su cui si fa sosta. 
L2 IV-
Dalla sosta si procede verso sinistra e poi verso l'alto, con un facile passaggio per cui è necessario usare bene i piedi. Me lo lavoro io. I chiodi sono vecchi ma sembrano solidi e non abbiamo nessuna intenzione di testarli, d'altronde le difficoltà non sono tali da far pensare un volo. Si esce su un terrazzone erboso in pendenza, da percorrere fino alla fine dove si trova la seconda sosta.
L3 II/III
Si continua per le facili roccette verso l'alto per linea intuitiva e stando ben attenti a non far partire sassi. Il terreno di progressione è detritico, la roccia si sfalda facilmente e l'arrampicata è spesso interrotta da spiazzi o terrazzini. Tutto molto improteggibile, ma non rischioso.
L4 II/III
Come sopra
L5 III
Si procede verso sinistra dove è ben visibile un chiodo per effettuare un traversino e proseguire verso l'alto fino alla sosta successiva.
L6 III/IV
Si incontra un passaggio su una fessura a sinistra di un spigolo roccioso di due metri e mezzo. La protezione è bassa e per proteggermi con un friend passo a destra dove la roccia è veramente pessima, appena sopra il passaggio si trova una bella placchetta su fix nuova nuova. Poi la difficoltà finisce.

SPIGOLO BONATTI sabato 15 ottobre 2016

MARCO SUL PRIMO TIRO

QUASI ALLA SOSTA DEL PRIMO TIRO

ROBERTO SOSTA PRIMO TIRO

SECONDO TIRO

DITO DI MARCO.......RIPARATO

MARCO IMPEGNATO SUL TRAVERSO BONATTI

VETTA VISTA MARE.....

LA VIA



L1: Diedrino, poi in placca sul filo dello spigolo, quindi leggermente a sinistra e superare il muretto poi verso destra alla sosta. 6a - 28 m - 10 fix
L2: Verso dx in placca e poi muretto. Quindi diedrino inclinato fino a traversare verso dx andando a prendere uno spigolo che porta alla sosta. 5c - 35 m - 15 fix
L3: Diritti in un diedrino poco accennato, poi traversare verso destra su terreno più facile fino alla sosta alla base del pilastro sommitale. 3c - 25 m - 6 fix
L4: Salire leggermente verso destra e continuare diritti fino al termine del pilastro. 5b - 32 m - 11 fix
L5: A destra andando a prendere il filo dello spigolo e continuare su di esso su roccia rotta, poi leggermente a sinistra fino alla sosta. 3a - 30 m - 4 fix
L6: Camminare per circa 10 metri sul filo dello spigolo, poi al 1° spit uscire a dx in piena parete e continuare in traversata fino al 2° intaglio dove si risale sullo spigolo, quindi facilmente alla sosta. 5c - 37 m - 10 fix